La vescica riceve, attraverso gli ureteri, l’urina prodotto dai reni e la immagazzina tra una minzione e l’altra. La parete vescicale è rappresentata da uno strato muscolare che contraendosi determina l’espulsione dell’urina attraverso l’uretra. L’uretra riceve l’urina dalla vescica e la conduce all’esterno. L’apertura e la chiusura dell’uretra sono determinate da due sfinteri muscolari: uno posto all’inizio lo sfintere interno e l’altro verso la fine del uretra lo sfintere esterno. Solo quello esterno e controllabile dalla volontà. Questo sfintere agisce come una pinza attorno all’uretra, che può essere aperta consentendo il passaggio dell’ urina o chiusa, impendendone il passaggio. Lo sfintere esterno fa parte di un muscolo: l’elevatore dell’ano, principale componente del pavimento pelvico.

Che cos'è l'incontinenza urinaria?

L’incontinenza urinaria: è una condizione di grande imbarazzo che spesso è tenuta nascosta, una donna su quattro, tra i 30 anni e 60 anni, può manifestarla. Non tutte le donne sanno che l’incontinenza, oggi può e deve essere curato. L’incontinenza urinaria è definita come qualsiasi perdita involontaria di urina. (ICS 2002) Normalmente gli organi coinvolti nella continenza urinaria sono la vescica dove si raccoglie e si svuota l’urina e l’uretra il rubinetto che chiude e apre il passaggio all’urina. Tagli organi sono controllati e coordinati dal sistema nervoso . Oltre che dalla volontà, l’apparato urinario è influenzato dalle emozioni e dai sentimenti la vescica si considera la sede del anima.(antichi cinesi)

Cause:

Gravidanza può determinare un affaticamento dei muscoli del pavimento pelvico. Il parto può determinare l’ allungamento, l’indebolimento o la lacerazione dei muscoli.  La menopausa i processi di atrofia dei tessuti sono responsabili dell’incontinenza. Le infezioni del tratto urinario come la cistite, può comportare frequenti e urgenti spostamenti in bagno, spesso per espellere una modesta quantità di urina.

Sintomatologia:

L’ incontinenza urinaria si manifesta clinicamente in tre forme: La forma più comune è l’incontinenza da urgenza: la perdita involontaria di urina, accompagnata o immediatamente preceduta dalla sensazione di urgenza o impellenza minzionale.  Un’altra forma, tipica del sesso femminile è l’incontinenza da sforzo: perdita di urina che si verifica in occasione di uno sforzo fisico (tossire, ridere, sollevare pesi, correre). Incontinenza di tipo misto, nella quale coesistono le due situazioni precedenti.

Incontinenza urinaria e riabilitazione perineale;

In caso di incontinenza urinaria, oggi si preferisce ricorrere come primo approccio alla terapia riabilitativa, tecnica finalizzata a rafforzare la muscolatura del pavimento pelvico e delle basse vie urinarie. La riabilitazione tramite biofeedback perineale, si eseguono degli esercizi di contrazione muscolare, compiuti con una sonda vaginale collegata a un monitor, che consente di controllare con segnali visivi e sonori l’ entità delle contrazioni stesse. Nei casi in cui i muscoli del pavimento pelvico non possono essere contratti in modo adeguato si utilizza l’ elettrostimolazione funzionale.

Che cos'è il prolasso?

Il prolasso è la discesa degli organi pelvici dentro o fuori dalla vagina. Gli organi pelvici interessati sono l’ utero, vescica e retto. Il prolasso avviene quando c’è un indebolimento dei muscoli, legamenti e fascie che sostengono tali organi. 

Sintomi: 

  • Sensazione di peso in vagina >90
  • Sensazione di corpo estraneo fuori o dentro la vagina >90%
  • Difficoltà minzionali >33%
  • Difficoltà alla defecazione >25%
  • Dolore pelvico>17%
  • Dolore lombare>10%
  • Disfunzioni sessuali >37%

Cause:

  • Gravidanza e parto, in cui si danneggiano e indeboliscono la vagina e le strutture di supporto. 
  • Menopausa 
  • Obesità
  • Stipsi cronica 
  • Bronco pneumopatie (tosse cronica) 
  • Attività fisica pesante

Si possono diagnosticare diversi gradi di prolasso a seconda dei sistemi di classificazione. Il sistema più diffuso si basa sulla classificazione del prolasso in quattro gradi. Le forme più lievi 1° e 2° grado possono essere trattate con la riabilitazione del pavimento pelvico, le forme più gravi 3° o 4° possono essere trattate con l’ uso del pessario o con l’ intervento chirurgico.  Lavorando sui muscoli del pavimento pelvico è possibile migliorare o prevenire il peggioramento di un prolasso allo stadio iniziale.